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Sul Capo III del DLgs.81/2008 – Vibrazioni
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1 Quali sono gli obblighi dei fabbricanti delle attrezzature di lavoro in merito alla riduzione al minimo del rischio ed alla informazione sui valori di vibrazioni emessi ? 110
2 A quali condizioni può essere concessa deroga da parte delle ASL al rispetto dei valorilimite consentendo il calcolo del livello di esposizione su base settimanale (A(40)) anziché giornaliero (A(8)), come da art.205, comma 2 ? 183
3 Quando estendere il controllo sanitario al di sotto dei valori di azione ? 129
4 Informazione e formazione; quando e con quali contenuti ? 145
5 Quali elementi informativi devono essere presenti nel programma delle misure tecniche e organizzative ex art.5, comma 2, quando si superano i 2,5 o gli 0,5 m/s2 ? 134
6 Alla luce delle indicazioni del DLgs.81/2008 come deve essere strutturata e che cosa deve riportare la Relazione Tecnica ? 152
7 Quale strumentazione deve essere utilizzata per le misurazioni e quali requisiti di qualità deve rispettare ? 130
8 Ai fini della valutazione del rischio, quando occorre misurare l’esposizione alle vibrazioni ? 143
9 Ai fini della valutazione del rischio quando è ammissibile ricorrere ai dati dei produttori e come bisogna utilizzare tali dati ? 256
10 Ai fini della valutazione del rischio quando è ammissibile ricorrere ai dati misurati sul campo della banca dati vibrazioni (BDV) e come bisogna utilizzare tali dati ? 91
11 Come deve essere eseguita la valutazione del rischio vibrazioni nelle aziende che non hanno esposti al di sopra del valore d’azione ? 116
12 Il Capo III del Titolo VIII del DLgs.81/2008 si applica anche alle lavorazioni manuali ? 132
13 Cosa si intende per “valori limite di esposizione su periodi brevi” di cui all’art.201 del DLgs.81/2008 ? 127
 

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